TRACCE di UNIVERSO….sulle ORME di LEVI

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Tracce di universo

MOSTRA FOTOGRAFICA

TRACCE di UNIVERSO….sulle ORME di LEVI

 

 

Sabato 29 luglio 2017, alle ore 19.00, presso la Pinacoteca Carlo Levi , si presenterà la mostra fotografica dal titolo “ Tracce di Universo … sulle Orme di Levi” , al termine della presentazione è prevista la visita guidata della mostra, allestita presso Palazzo De Leo.

Inserita all’interno dei numerosi programmi ed eventi che nel corso dell’anno si svolgono nel territorio di Aliano, questa esposizione fotografica vuole porre in risalto ed insegnare ai più giovani l’arte di “guardarsi intorno”. Non è azzardato classificare come talento una sana e costruttiva curiosità, poiché è proprio dalla curiosità e dunque dall’interesse per ciò che circonda l’uomo, che scaturisce la conoscenza.

La cultura di una civiltà si fonda sulla conoscenza.

La conoscenza è consapevolezza, comprensione dei fatti, esperienza ed apprendimento. La Cultura è proprio la elaborazione della propria conoscenza, cosicché non vi è cultura di civiltà se non elaborata attraverso la conoscenza.

Il Comune di Aliano, Il Parco Letterario Carlo Levi di Aliano®, Circolo Culturale Nicola Panivino, la Pro-Loco di Aliano e la rete ACAM, sempre sensibili a tutte le manifestazioni che promuovono ed incentivano interessi culturali all’interno del proprio territorio, hanno selezionato questa esposizione fotografica proprio per il suo carattere di universalità racchiuso all’interno degli scatti di Lodovico Alessandri.

Carlo Levi, esiliato ad Aliano nel 1935 ed autore della spietata cronaca “Cristo si è fermato a Eboli” fu ispirato esclusivamente dalla osservazione attenta ed intelligente dei luoghi ove fu relegato, dei volti, dei comportamenti, dei colori della natura. La sua sensibilità si manifestò proprio attraverso la osservazione dei dettagli più insignificanti che coinvolgono l’uomo nella sua quotidianità.

Ne è scaturita un’opera fotografica che, poco a poco, ha stregato il mondo intero.

…avevo notato il loro diverso modo di camminare: i contadini avanzavano rigidi, senza muovere le braccia. Ogni volta che io vedevo uno di quei puntini neri muoversi oscillando con un dondolìo e un’aria quasi di danza, potevo esser certo che era uno di città…”

Naturalmente l’osservazione richiede una necessaria predisposizione d’animo, una inclinazione e una attitudine che molto spesso si identificano con una congenita curiosità.

Nella sua infanzia Lodovico Alessandri era impaziente di conoscere cosa si nascondesse all’interno delle cose, degli oggetti, delle case.

Fu così che, con grande disperazione delle sue sorelle, prese a distruggere abitualmente le loro bambole per capire quale fosse il segreto magico che permetteva ai loro occhi azzurri di aprirsi e di chiudersi al solo cullare la piccola creatura.

L’esposizione fotografica ospitata fino al mese di dicembre 2017 all’interno delle sale del prestigioso Palazzo De Leo contiene centocinquantotto pannelli fotografici di 50×70 centimetri ed è suddivisa in cinque aree tematiche. Aliano-Animali-Persone-Paesaggi-Varie.

La sala dedicata ad Aliano raccoglie una retrospettiva in bianco e nero degli antichi scorci del paese, così come certamente apparvero a Levi quando giunse nella piccola cittadina lucana. Alle immagini in bianco e nero sono abbinate le immagini contemporanee a colori che consentono di apprezzare il confronto e gli impegni dell’Amministrazione nell’attivarsi attraverso il recupero responsabile e rispettoso del proprio centro storico.

Una sezione del tema di Aliano è dedicata alle ormai famose “Case con gli Occhi”.

Misteriose architettura che tanto hanno affascinato e stimolato turisti e visitatori.

Più se ne studia l’essenza e più si avverte di essere nella giusta interpretazione, più se ne rilevano gli elementi costruttivi e più si scopre l’imprevedibile ragione che li hanno generati.

Queste case hanno una loro espressione curiosa, astratta, interrogativa, intelligente, triste; i loro sguardi spesso arcigni e severi incorniciano antichi focolai abbandonati e, sopra i fatiscenti balconi in disuso, da ogni lato, da ogni prospettiva, in ogni angolazione si rileva un messaggio esoterico, una sorta di architettura animistica, una teoria silenziosa di sguardi attenti o di occhi torvi, minacciosi. Le immagini esposte vanno ovviamente lette con una giusta dose di provocazione.

La sala destinata agli animali spaziano dalla possenza del bufalo alla millimetrica ed impercettibile rana velenosa del Costarica; può anche capitare di volare più alti di un immenso airone grigio fotografato nella sua ieratica eleganza.

La sala dedicata alle persone raccoglie scatti di ritratti provenienti da tutto il mondo, ma anche misteriose figure di streghe e manichini scovati, di nascosto, all’interno dei vicoli di Aliano. Nella sala che ospita immagini diverse, Alessandri gioca con i colori dei riflessi e con i chiaroscuri del bianco e nero. Infine nella sala destinata ai paesaggi, si spazia dalla peluria biancastra di una piantina di aglio e si viaggia lontano dilatando lo sguardo e volando sulle distese misteriose dei deserti di Libya e di Namibya.

 

 

 

 

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